| EDUCATORI. Un saggio su una straordinaria esperienza di pedagogia |
Socrate a Villa Buri. In brache corte per scovare i talenti Emilio Butturini Mario Mazza, ideatore degli scout cattolici in Italia, fondò e guidò fino al 1959 un collegio per orfani che era un campeggio perenne da L'Arena, martedì 19 Gennaio 2010, CULTURA, pagina 49 Mario Mazza, a destra, tra gli orfani ospitati a Villa Buri: tutti in divisa scout, è un ... Era questi un genovese fra i primi in Italia a promuovere gruppi scoutistici, già a partire dal 1910, quando fondò la Rei (Ragazzi esploratori italiani), e dal 1916, quando fu tra i promotori dell'Asci (Associazione scoutistica cattolica italiana). Essendo io, nei primi anni Sessanta, oltre che insegnante, vicedirettore del collegio liceale, fui incaricato dal superiore degli istituti Mazza, monsignor Pietro Albrigi (1892-1965), di andare a Villa Buri per accogliere nel collegio di via san Carlo i fratelli Agostini. Il 21 novembre 1959 era morto infatti Mario Mazza e quell'anno scolastico era stato l'ultimo del collegio scout. Nell'autunno 1960 ogni ragazzo inferiore a 18 anni dovette raggiungere una nuova destinazione, che per Pino e Franco fu il Don Mazza, dove Pino sarebbe stato docente di filosofia e storia e preside, continuando anche l'attività editoriale intrapresa dopo la laurea e la pubblicazione di vari libri e articoli di saggistica storica, filosofica, pedagogica e di antropologia gastronomica, fino a quest'ultimo volume. È questo un lavoro di ricostruzione storica della rinascita dello scoutismo in Italia, con attenzione particolare a uno dei protagonisti di questo evento, Mario Mazza, e ai suoi collegi scout, quello di Cortona e, soprattutto, quello veronese di Villa Buri. Si parla di rinascita perché lo scoutismo fu soppresso in Italia nel 1928 dal regime fascista, che aveva posto la soppressione di una temibile concorrente dell'Opera nazionale balilla (Onb), fondata nell'aprile 1926, come una delle condizioni per arrivare alla Conciliazione e al Concordato fra Stato e Chiesa dell'11 febbraio 1929. Già nel 1943 vi fu la ricostituzione dell'Asci, con la ripresa, ancora in forme clandestine, delle attività scoutistiche, che poterono esprimersi con maggiore libertà, dopo la liberazione di Roma (4-5 giugno 1944), quando i soldati americani entrarono nella città, accolti festosamente dai cittadini riversatisi sulle vie, come racconta anche Mazza in pagine di diario, riportate nel volume. Tra la seconda metà del 1944 e l'inizio del 1945 nascevano la Federazione esploratori italiani (Fei), l'Associazione guide italiane (Agi) e la Casa editrice Fiordaliso, di cui Mazza fu nominato presidente, mentre fra il 1945 (caratterizzato, fra l'altro, dalla visita di lady Olave, moglie di Baden-Powell, l’inglese fondatore degli scout) e il 1950 vi fu un intenso quinquennio di rinnovamento dello scoutismo italiano. Può essere significativo per questo periodo ricordare la scelta di Mazza nel referendum del 2 giugno 1946 per la monarchia e la sua profonda delusione per la vittoria della Repubblica, espressa in una lettera del 7 giugno inviata al Re Umberto II, come commissario centrale Asci, nella «certezza che il referendum non rappresenta la volontà libera e sincera degli italiani». Frattanto Mario Mazza intensificava la sua collaborazione, iniziata già nel 1938, con il gruppo pedagogico di Scuola Italiana Moderna, la rivista fondata nel 1893 dal beato Giuseppe Tovini (pure allievo dell'istituto veronese Don Nicola Mazza), gruppo a cui era legata la promozione di un Istituto per gli studi sull'educazione cristiana dell'Università Cattolica, chiamato Paedagogium. Seguiva la ripresa dei rapporti internazionali, specie a partire dalla consistente partecipazione dell'Asci al Jamboree de la Paix, svoltosi a Moisson in Francia dal 9 al 20 agosto 1947, mentre il movimento scoutistico italiano si avviava verso una scelta sempre più convinta della coeducazione fra maschi e femmine. Si trattò di un processo lento e approfondito, che solo nel 1974 porterà alla fusione fra Asci e Agi nell’attuale Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani), non senza lacerazioni non solo con associazioni scoutistiche straniere, ma anche all'interno di quelle italiane, quando l'assistente ecclesiastico italiano di origine belga, don Desiderio Nobels, nel 1976, aderì ai dissidenti Scout d'Europa, divenendone primo assistente generale. L'11 febbraio 1955 Mazza sarà eletto primo presidente della Fias (Federazione italiana adulti scout), realizzata fra il Masci e i seniores del Cngei (Corpo nazionale giovani esploratori Italiani, l’associazione scout aconfessionale). L'idea della continuità dell'essere scout (Semel scout, semper scout) era comune anche all'estero, con l'organizzazione degli Old Scouts ed è confermata da numerosi interventi di Baden-Powell, che per gli scout non volle «mai mettere un limite di età». A mo' di appendice sono anche raccolte numerose, spesso molto significative, testimonianze di ex allievi di Villa Buri, del 1961, del 1984, una dello stesso Agostini del 1989 e altre di ex allievi ed ex capi del 1994, talora promosse in occasione dell'elaborazione di undici tesi di laurea, indicate a conclusione della Bibliografia. Questa comprende «Opere di Mario Mazza» e ulteriori indicazioni su Mazza e sullo scoutismo. L'importante volume di Agostini si conclude con un accurato indice analitico e con i ringraziamenti, non di rito, a partire da quelli a Giacomo Spaggiari, curatore del Centro studi e documentazione scout Mario Mazza di Genova. |












